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Lo que siento (v 3.0)

mercoledì, marzo 02, 2005

Sanremo, first round


Ok, come tutti i blogger italiani che si rispettino anch'io non posso fare a meno di parlare di Sanremo. E, soprattutto, lo voglio fare perchè fortunatamente questo blog è una delle poche cose non mediaset rimaste (giusto perchè è ovvio che a mediaset di me non importerà mai una mazza) e quindi su di me non ha effetto quella sorta di velina pontificia.

Ok, io ovviamente nei commenti parto avvantaggiato, so già che la prima serata è stata una delle più viste nella storia recente del festival. In effetti, prima di leggere i dati auditel, avrei immaginato buoni risultati (legati all'intro di "Affari tuoi" e a Bonolis come personaggio), ma non qualcosa di così grande. In ogni caso alcune cose hanno funzionato molto bene, come Antonella Clerici e il suo buffo abito a meringa (ormai, parlando di lei, si pensa solo al cibo). L'ho trovata molto sicura e decisamente ha dimostrato di essere una che, forse, avrebbe anche le carte in regola per presentarlo da sola, un festival, prima o poi.
Bonolis è stato egocentrico come sempre. Bravo, si sa, ti tiene attento, parla bene e veloce, ma pur sempre egocentrico e saputone, con un atteggiamento da primo della classe. Sinceramente non avrei introdotto il discorso del Darfur in quel modo e, forse, qualcuno aveva ragione quando ha detto che tende a strumentalizzare il dolore... non parlando di quegli orendi stacchetti "Il senso della vita" che, con Domenica In, speravo di non dover più rivedere.


La Felini... addosso a lei ne hanno dette di tutti i colori, oca, con la voce transgenica e non così bella. Moderiamo i termini: bella è bella, è innegabile. Che poi la voce rovini tutto, forse, è vero. Ma non oserei mai dire a nessuno: "è meglio che stai zitta e fai la bella statuina", nemmeno in tv. Secondo me, per essere una giovanissima che non ha mai fatto televisione ed è stata letteralmente catapultata sul palcoscenico dell'Ariston se l'è cavata egregiamente. E vuole dimostrare di non essere troppo timida... diamole tempo.

Ma ora passiamo alle canzoni, si era qui per questo, in fondo. Cominciamo col dire che, dati i nomi, avevo delle ottime aspettative. Insomma, per una volta ci sono quasi solo nomi ben conosciuti, con un grande apporto di cantanti per giovani. Purtroppo però, la paura eliminazione, ha spinto tutti a grandi urlate e picchi vocali, consapevoli che alla giuria demoscopica (che, ormai risaputamente, è fatta da gente che dopo Sanremo decide di smettere di acquistare dischi) basta questo per tirarsi le simpatie, Alexia docet. Peccato che, se urlano tutti, la cosa non funziona, e si è costretti a scegliere quei brani che, tra una sbraitata e l'altra, conservano un minimo di leggibilità.

I brani che mi sono piaciuti di più sono quelli di Marina Rei e dei Velvet, anche se so che non hanno avuto grandi posizionamenti. Bravissimo anche Renga. (cliccando sui link potete ascoltare le canzoni!!!!)

Di Marina Rei, però, devo anche dire che mi è improvvisamente invecchiata: in un anno sembra che ne siano passati dieci... Paola e Chiara, finalmente, hanno deciso di portare a singolo uno dei loro brani melodici. Che, per la verità, hanno sempre cantato ma che hanno sempre relegato negli antri sconosciuti di ogni album, preferendo pubblicizzare come singoli i classici brani modaioli e precofenzionati. Probabilmente, i mezzi flop di festival (ottimo album con una sola brutta canzone, prontamente scelta come singolo) e blu (più brutto di festival) hanno fatto capire alle sorelline che hanno le carte in regola per smettere di inseguire le mode, e definire il loro vero stile che, al di là dei preconcetti, c'è. Peccato solo che sia sempre più evidente che la bionda è molto più potente della mora...
La nuova cantante dei Matia Bazar è molto minesca, voce potente, non c'è che dire. Ma a che serve essere così potenti se poi non si capisce un cavolo di quello che dici. E poi mentre canta ribalta gli occhi ed è abbastanza impressionante, sembra posseduta. E, soprattutto, quella coda di cavallo e cantare a gambe divaricate fa ben poco matia bazar. Se le frontwoman precedenti del gruppo erano fin troppo stilose, questa mi sembra una perenne incazzata in grado di stenderti con un urlo e mandarti affanculo se non attraversi subito quando è verde. Notare anche la grande originilità nei titoli dei brani: da "messaggio d'amore" si è passati a "grido d'amore". Per rimanere in tema parliamo ancora della Ruggiero: la canzone è scritte da Venuti e, a saperlo, se ne riconosce lo stile. Ma lei, come a suo solito, ultimamente, rende tutte le note aeree, di cristallo. Bravissima, ma un suo cd, secondo me, non sarebbe divertente, mi ricorda una fontana di ghiaccio.

Per il resto ho notato scarsa originalità e, come detto, troppi acuti decontestualizzati. Vedi la Minetti che, seppur diventata molto più brava ed espressiva (finalmente non è più la sosia della Pausini e forse, è più brava di lei) si sente costretta a partire con un acuto ingiustificato, spaventando il Cutugno che quasi gli viene un infarto (in fondo siamo nella categoria classic, sarà coperto da assicurazione cardiaca). Forse, un giorno, qualcuno di meno imbarazzante scriverà una buona canzone per una ragazza così brava e bella (che se gareggia nella sezione classic c'è qualcosa che non va...), e finalmente avrà successo. Devo ammettere, con sorpresa, che è migliorata anche la capacità interpretativa della Tatangelo. A volte (qui rischio) sembrava avere cadenze alla Carmen Consoli (ok, ora qualcuno inizierà ad insultarmi). In ogni caso la sua canzone, scritta da D'Alessio, è abbastanza orrenda per essere di D'Alessio, appunto.
Qualcuno spieghi ad Alexia che quella frangia è inguardabile, e che non aprendo quegli occhietti fa nascere il forte sospetto che sia bassa non per natura, ma per accessi del tiraggio. E poi vedere una "alta" così, che canta una canzone così, intitolata pure "Da Grande", ricorda la versione remix dei puffi (la ricordate?). Mi ha dato l'impressione che si sia stufata di continuare a vincere Sanremo e non vedere un bel niente, e che quindi sia un po' tornata alla dance...

In media il festival, come tutti i festival di sanremo visti ad oggi, ha avuti alcuni picchi, ma anche troppi momenti di stagno. Per il primo giorno va bene, basta l'effetto novità. Ma credo che, se Bonolis e Clerici vorranno mantenere il livello, dovranno aggiungere più del loro. Abbiamo ascoltato le canzoni in una cornice dimessa al punto giusto. Grazie, ora fateci divertire.

Per una cronaca veramente divertente del festival (ma forse un po' troppo cattivella) leggi il Daveblog.

3 Comments:

  • At 11:56 PM, Blogger mari said…

    E dire che ai tempi di Bim Bum Bam (oddio, la vecchiaia! :P ) Bonolis era tutt'altra persona...
    Condivido l'opinione su Renga, molto bravino.

     
  • At 4:21 PM, Blogger Ro said…

    io il festival non lo vedo perche' mi rifiuto di pagare un mega canone ed avere accesso alla Rai International, la cui programmazzione, fa....cacare. Scusa le parolacce, ma e' uno schifo. Eccetto qualche cosuccia. Preferisco, invece, sentire le recensioni dei miei, i quali il canone lo pagano e ogni tanto il mio papa' mi da il play by play.

    Bonolis l'ho conosciuto un paio d'anni fa, in vacanza alle Bahamas. Molto simpatico e abbiamo chiaccherato a lungo su i media in Italia e il futuro della cultura pop in europa. E' stato molto piacevole.

    Comunque, Simone, grazie per la mega recensione, anche se non conosco nessuno di cui parli (tranne la Ruggiero--my fave!), hai fatto un buon lavoro.

     
  • At 11:37 AM, Blogger Simone said…

    Beh mari, di tempo ne è passato tanto, anche per me (anch'io ho fatto in tempo a vedere Bonolis alle prese con Uan!).

    @Ro: Cosa? Rai International la dovete pure pagare???? In ogni caso, se vuoi vedere un po' di tv italiana gratis, con collegamento Adsl, visita www.raiclick.rai.it è on demand e ci sono cose molto carine. Altre no! Credo che tra poco metteranno anche il nuovo Sanremo, ma forse si può evitare ;)

     

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