Come & Sit

Lo que siento (v 3.0)

mercoledì, settembre 14, 2005

Pro-Skype

E dire che ho sempre snobbato Skype, pensavo non mi potesse servire. E dire che rischiavo di perdere i contatti con la mia migliore amica, perché vive da un anno in Scozia. Strano, solo perchè una chiamata ha un costo non si può parlare insieme, non si può spettegolare come ci piace, non si possono condividere le piccole cose di ogni giorno. Non è questione di essere telefono-dipendenti, ma è evidente come una cornetta possa facilitare le cose, salvando i rapporti. Se Ulisse avesse avuto il cellulare, Penelope non avrebbe mai fantasticato sul fondoschiena dei Proci, e avrebbe potuto evitare di sfogarsi tessendo una tela.

E invece oggi, grazie a Skype, io e la mia amica siamo stati magicamente trasportati nella stessa stanza, parlando serenamente del più e del meno. 27 minuti a soli 48 cent. Ovviamente abbiamo deciso che questo appuntamento diventerà abituale. Amo parlare delle tecnologie belle, accattivanti, piacevoli, ma raramente mi capita di trovarne alcune in grado di diventare fondamentali. Questa, invece, è una tecnologia che fa davvero bene, in tutti i sensi...

sabato, settembre 10, 2005

Il boicottaggio sbanda

> Le ha regalato un anello
> Ah sì?
> Già, lei è felice di averlo incastrato. Insomma, ora la cosa è ufficiale…
> Ufficiale? Ma se non lo sa nessuno…
> Loro lo sanno, è questo che conta!
> ufficiàle (aggettìvo): ufficiàle (aggettìvo) agg. che procede da persona costituita in autorità e quindi autentico, valido, definitivo. che ha carattere solenne (dicesi spec. di cerimonie alle quali presenziano persone autorevoli e che quindi si svolgono secondo un rigoroso protocollo formale). che sanziona q. c. pubblicamente
> Continua a sfogliare il dizionario, intanto sei stato fottuto, ancora…
> :(

martedì, settembre 06, 2005

Se tu lo mandi a quel paese e lui sta male...

Facciamo che litighi con il tuo migliore amico, abbastanza pesantemente. Il giorno dopo il tuo amico sta male, abbastanza da preoccuparti.

Primo pensiero: oh, cazzo, la prossima volta ci penso due volte prima di mandare qualcuno a quel paese.
Secondo pensiero: bastardo, il suo inconscio l'ha spinto a star male apposta, per farmi sentire in colpa.
Terzo pensiero: cazzo dici? l'inconscio mica può far star male, sono coincidenze merdosine
Quarto pensiero: ok, ora dovrei diventere Mario Tereso di Calcutta e trattarlo bene? eh, no...
Quinto pensiero: in fondo è la salute che conta... (amore e soldi a me, grazie)
Sesto pensiero: adesso lo tratto bene, così quando è in sesto posso mandarlo affanculo come si comanda (della serie "prima ti sgonfi così poi ti gonfio io...)
Settimo pensiero: mi conosco, così rimando tutto a dopo e poi perdono, prendendola nel didietro come sempre
Ottavo pensiero: allora posso mantenere un atteggiamento ambiguo... già, così pensa di non capire più un cazzo e impazzisce...
Nono pensiero: lo mando comunque affanculo, mi terrò i sensi di colpa ma è la soluzione più sincera
Decimo pensiero: ma come? lui fa lo stronzo e tu devi tenerti i sensi di colpa?
Undicesimo pensiero: ok, lo caghi se è lui a chiamare
Dodicesimo pensiero: lui che ti chiama? è mai successo? e se non ti chiama?
Tredicesimo pensiero: ma perchè proprio a me? vabbè, in fondo poi è lui a star male, mica posso lamentarmi io...
Quattordicesimo pensiero: certo che è proprio un cazzone... e pure una discarica...
Quindicesimo pensiero: cosa farebbe lui al posto tuo?
Sedicesimo pensiero: forse mi perdonerebbe, il problema è che ora non ne sono più certo...
(...)

Devo proseguire?