Come & Sit

Lo que siento (v 3.0)

lunedì, ottobre 24, 2005

Senzatempo

Sono stati giorni un po' merdosi questi. Gente che non sta molto bene, ed io superimpegnato. Prima o poi la voglio fare una mozione: 27 ore al giorno per tutti. Nelle tre ore rimanenti, ovviamente, tanti telefilm per tutti. Niente di più.

Perchè poi in questi tempi alla Lapo&Moss ti viene da pensare che tutti si fanno le canne e tu no. Se no come lo giustifichi che chi fa tante cose come te è definito "dinamico", mentre tu ormai sei uno straccio? Insomma, non mi raccontate tutti che andate a papaya... però la papaya è buona, si può se provare che dici?

Che poi, a pensarci, internet per il lavoro è una grossa fregatura. Puoi lavorare online, figo. Già, se non che il lavoro on-line si aggiunge a quello che fai già off-line, occupando le fantomatiche 16 ore di riposo e divertimento. Non sono io il primo a dirlo: lo stare perennemente on-line ruba spazio al privato. Figa come teoria, è vera. Ma adesso che vale anche nel mio caso mi fa discretamente incazzare.

Quindi, si chiedono tante ore in più. Per vedere i miei telefilm, per scrivere a chi se lo merita, per ciciarare al telefono, per accarezzare il gatto e magari anche per guardare qualche secondo fuori dalla finestra. Perchè là fuori ci potrebbe essere il sole a 40°C ed io non lo so. Ma dubito, il riscaldamento è acceso... cavolo, il sole a 40°C... mi viene la tristezza!

Vabbuono, per rimediare si va a mangiare i cannelloni, che tanto ormai il nervosismo andante mi trasforma in una botte. Poco ci posso fare, e poco farò...

sabato, ottobre 01, 2005

Lei è tornata

Dopo nove mesi di Scozia, con qualche avanti indietro saltuario di due giorni (per matrimoni et similia), lei è tornata. Si fermerà per due settimane, questa volta. Mi ha detto che ha voglia di ritornare in Italia, probabilmente lo farà entro il 2007, se non troverà un ragazzo là. Lei è la mia migliore amica, una volta lei e il mio migliore amico erano innamorati. In fondo quello era veramente un bel periodo, ma sembra essere scomparso. Per colpa di nessuno, probabilmente.

Non la vedo da mesi, ma quando siamo insieme passiamo molti minuti in silenzio. In fondo parlare non serve, per me è come se fosse sempre stata qui. Mi mancava quando ero triste, ero incazzato. Mi mancava anche quando ridevo. Ma nei giorni normali, quelli che tutti dimenticano, era come se fosse qui.

No, queste due settimane con lei me le godo. Non me ne frega niente del resto.

Mi sono laureato!

Lubedì scorso mi sono laureato. 110 e lode! Sul primo momento non potevo dire di essere felice, più che altro confuso. Ho ricevuto un'offerta di lavoro, e la proposta di fare una lezione in università. Questo mi ha dato più entusiasmo. L'idea di non vedere i luoghi che hanno ospitato alcuni momenti sereni, e importanti, mi rattrista. In fondo Varese mi piace, mi piace tanto. I due anni (o anche qualcosa di più) che mi attendono a Milano mi spaventano. Ma come sempre rappresentano una sfida, alla quale non posso sottrarmi, per natura.

Ma ora voglio pensare ancora a questo primo passo, che solo tre anni fa mi sembrava un traguardo impossibile. Ho scoperto che una soluzione arriva sempre nel futuro, anche quando non sei in grado di scorgerla nel presente. E questo per me è il più grande insegnamento...